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STORIA |
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La Storia di Compiano - 09/11/2003
Di Compiano abbiamo notizie storiche a partire dal sec. X, ma il popolamento umano della valle del Taro risale ad alcune migliaia di anni prima ed è molto probabile che l'insediamento sul colle di Compiano sia di molto antecedente alla data dei documenti scritti.
Da recenti studi sappiamo che circa 10.000 anni a.C. gli abitanti erano dei nomadi cacciatori di cervi, poi cacciatori-pastori (tribù ligure), poi pastori-agricoltori nel periodo romano.
Del periodo romano abbiamo un documento (Tavola Alimentare Traiana 110 d.C.) che cita alcuni villaggi delle valli del Taro e del Ceno.
In seguito non vi sono notizie fino all'arrivo dei Longobardi (sec.VI - VII) il cui insediamento nelle valli del Taro e del Ceno è testimoniato da importanti documenti.
Nell'anno 898 viene costruito il Castello di Bardi, nella vicina valle del Ceno per difesa dall'invasione dei barbari Ungari. Probabilmente Compiano venne fortificata in quegli anni, come tutti i castelli allora esistenti sull'Appennino; di quel periodo abbiamo la prima citazione scritta su Compiano, un documento che assegna ai monaci di Bobbio dei diritti sul mercato di "Campoplano".
Attorno all'anno Mille Compiano è dei Malaspina, poi, dal 1141 è del Comune di Piacenza. Nel frattempo un nobile ghibellino di Piacenza, Ubertino Landi, in competizione con il Comune guelfo, acquista terreni attorno a Compiano e Bardi e, approfittando di una crisi del Comune di Piacenza, nel 1257 riesce a farsi investire dei due feudi. Inizia così il dominio dei Landi sulle due Valli, che durerà 425 anni, consolidandosi in uno Stato che si può considerare il più longevo dominio di una stessa famiglia in Italia.
Ubertino Landi fu un abile uomo politico che seppe sfruttare la sua posizione di ghibellino in ambiente guelfo e che per la sua amicizia con Manfredi di Svevia, Re di Sicilia, di cui sposò una figlia, ebbe onori e possedimenti in varie parti d'Italia (Venafro, Isernia, Noto).
Qualche anno dopo la morte di Ubertino, avvenuta nel 1298 nella sua casa di Montarsiccio vicino a Compiano, i suoi possedimenti vennero divisi tra i nipoti e si formarono tre rami dei Landi: di Compiano, di Bardi, di Rivalta nel Piacentino.
Nel XIV e XV sec. Compiano fu spesso in lotta con i Fieschi di Lavagna per il possesso di Borgotaro e Varese Ligure.
All'inizio del '400 si affermò il predominio dei Visconti su gran parte dell'Italia centro-settentrionale; questi accantonarono i Landi ed altri signorotti locali. In seguito gli Sforza ripristinarono i Landi nei loro territori. Nel 1532 Agostino Landi, Signore di Bardi, sposò la cugina Giulia Landi di Compiano e riunificò i possedimenti ottenendo dall'Imperatore di Germania il titolo di Principe.
Il XVI e il XVII furono due secoli di splendore per Bardi e Compiano: lo Stato fu governato sul modello delle grandi Signorie. Ebbe propria moneta coniata nella Zecca di Compiano e scuole pubbliche gratuite; a Compiano operò il Monte di Pietà per le granaglie, a Bardi un Collegio Notai. I Principi selezionarono una razza di cavalli idonea per i percorsi montani, razza giunta fino ai nostri giorni, e chiamata "bardigiana".
Alla morte dell'ultimo Principe, Federico, che non aveva figli maschi, lo Stato passò alla figlia Polissena, moglie di Gian Andrea Doria. Il Doria nel 1682 cedette lo Stato ai ricchi Farnese che da un secolo premevano per portare i confini del Ducato di Parma e Piacenza fino ai valichi dell'Appennino. Da quel mento cominciò il declino di Compiano; nel Castello venne installata una guarnigione militare ma le altre istituzioni vennero trasferite a Borgotaro; il declino continuò sotto i Borbone e con l'avvento di Napoleone vennero abolite varie istituzioni che si erano tramandate per secoli.
Sotto il Ducato di Maria Luigia il Castello divenne prigione e vi furono rinchiusi i parmigiani che parteciparono ai moti patriottici come descritto dal giovane conte Gallenga nel suo diario di prigionia.
Dopo l'Unità d'Italia il Castello fu venduto a privati; subì alcune trasformazioni per adattarlo a casa di cura, poi divenne collegio femminile dal 1900 al 1962.
Venne poi acquistato da una facoltosa signora, Lina Raimondi Gambarotta, che ne fece propria dimora arredandolo con mobili ed oggetti di antiquariato e che nel 1987 lo lasciò in eredità al Comune di Compiano.
Appena entrato in possesso del Castello il Comune ha avviato un programma di restauro e di recupero degli spazi per un nuovo utilizzo coerente con le attuali esigenze di Compiano e della Valle. Ora il castello ospita un Centro convegni, un Museo con la collezione di arredi e dipinti lasciati dalla signora Gambarotta e con una importante raccolta di cimeli della Massoneria donati da un collezionista locale, il dott. Flaminio Musa; un terzo del castello è occupato da un albergo di prestigio. E.R.
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